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aptero ha scritto questo articolo il giorno 9 gennaio 2009.
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Categoria: Appendici, Relazioni lab.
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è tutto qui.
ok.
è tardi, ma come succede spesso in questo periodo il sonno non arriva, ha come paura di assalirmi.
voglio condividere con voi qualcosa di grande, qualcosa che non credo abbia mai scritto nessuno, perchè è frutto di mie lunghe ed insonni elucubrazioni notturne. (per la serie chi dorme non piglia pesci
)
ora forse starai qui a leggere dopo aver cercato in lungo e in largo, letto tanto, sarai appassionato di come si comportano le persone, quelle che vivono intorno a noi, quelle che vivono su questo pianeta che a volte sembra davvero piccolo, ed altre così grande che ci si sente stupidi a vivere solo qualche decade.
sì, hai voglia di sapere, di capire cosa regola le nostre azioni, i nostri pensieri, è un desiderio senza fine perchè visti da noi stessi sembriamo così incredibili, così unici, pieni di contraddizioni, spinti da forze per lo più sconosciute.
pensa un attimo a come ti senti in mezzo alla gente, quando sei per strada e magari cammini, per andare da un posto ad un altro, A——B. quante persone incontri, quante ne guardi in faccia, a quante fai anche solo un cenno o con quante interagisci in modo magari automatico, in modo spontaneo, di riflesso.
sembra assurdo, alla fine siamo noi, le persone che incontriamo potrebbero essere noi, cosa c’è di diverso?.
una persona è bionda, l’altra è bruna, una ha la barba, l’altra ha la terza di seno, occhi scuri, chiari, ma sotto tutto questo?, cosa c’è sotto?, vogliamo andare più a fondo?, vogliamo rompere quei fottuti schemi che guardiamo sempre?. siamo stati abituati così, fin dall’infanzia, è la superficie che ci attira ed è quella che più di ogni altra cosa viene curata. gli esseri umani, come gli altri animali d’altronde, hanno questa curiosa tendenza ad emularsi, sembra quasi non abbiano immaginazione, seguono i dettami altrui, senza accorgersene.
qualcuno dice che bisogna avere questo e tutti cercano di averlo, sì magari alcuni fanno i finti diversi, si procurano qualcosa di simile, ma la solfa cambia poco. poi due giorni dopo viene urlato a gran voce che si deve avere quest’altro, e giù tutti a sognarlo, a spendere energie e tempo per averlo.
non voglio dire che questo sia sbagliato, l’emulazione è insita nell’uomo è anche una forma di difesa, dai pericoli, s’impara così d’altronde.
ciò che un uomo fa un altro uomo può fare, non era così il detto?.
ma c’è qualcosa che mi sfugge, o meglio, mi sfuggiva.
l’emulazione si attua in tutto, positivo o negativo che sia, le persone tendono a cercare tra chi sta loro attorno figure simili a quel che credono di essere, e si adeguano. forse per pigrizia, forse per trovare risposte in modo rapido, prendono per buone le conclusioni altrui, non provano, si adeguano, diventano spettatori.
ed è questo quello che vedo ogni giorno, ci sono dentro io stesso e fino a poco tempo fa non me ne accorgevo, è come se vivessimo in una sorta di bolla, dove ognuno segue qualcun altro e nessuno ha il coraggio di romperla. le conseguenze sono prevedibili, il panorama è sempre lo stesso, le idee ristagnano, l’obiettivo è continuare a respirare nella bolla, chi a scapito di altri, chi costruendosi il suo modesto angolo di quiete.
ma è questo ciò che davvero vogliamo?, rispondimi sinceramente, quando hai iniziato a sognare sul tuo futuro, cos’avevi 6, 7 anni, cosa ti aspettavi?, cosa desideravi?.
e ora?.
voglio sfatare un mito ormai vecchio e derelitto: non è detto che sia giusto fare ciò che tutti fanno.
nasciamo con due scopi comuni a tutti: sopravvivere e riprodurci. il resto sono solo parole, sono grandi castelli d’aria costruiti dagli uomini, senza cattiveria per carità, ma rientrano nel desiderio umano di trovare risposte dove non riescono, e allora appiccicano ciò che più loro aggrada. la professione, seguire quel che la società ti propone, sposarsi, ecc ecc.
ripeto, noi dovremmo conoscerci, non stiamo parlando di un incontro tra un uomo e una mantide marina, stiamo parlando di due esseri che hanno le stesse pulsioni, gli stessi scopi essenziali per respirare, stiamo parlando di due gocce d’acqua.
mi spingerò un po’ oltre. potrebbe sembrarvi al limite del ridicolo, ma voglio essere chiaro.
la distinzione tra uomo e donna ha un senso, ognuno dei due ha particolarità proprie, sia fisiche che psichiche, l’uno completa l’altro, sono fatti per entrare in sintonia, sono nati per questo. ma restano entrambi esseri umani.
non c’è nulla di più sbagliato, di più idiota che inculcare nella mente delle persone l’idea che uomini e donne siano due cose distinte, un po’ come nel libro di Gray, gli uomini vengono da marte e le donne da venere, ma scherziamo?.
che cosa credeva di fare l’autore, di dare un libro d’istruzioni su come far interagire un pinguino e uno struzzo?. il risultato è tutt’altro che positivo, la gente si convince di quel che legge, sente, vede, le persone sono come spugne, trattengono più di quel che dimenticano. quanta confusione può generare il pensare che ogni giorno si ha a che fare con essere così diversi da noi?.
sono tutte cazzate. passatemi il termine.
la superficie può cambiare, sì, a livello estetico a livello di bisogni futili, di bisogni e modelli creati dalla società, ok, ma se si scava un po’ sotto, le differenze svaniscono.
la sensualità, gli istinti animali, le passioni, sono in tutti noi.
ora dimmi, sinceramente,
perchè quando sei là fuori ti senti a disagio?, perchè sei inibito, perchè non riesci a esprimere te stesso come vorresti?.
poniamo caso che sei un ragazzo e vedi una ragazza che ti piace, la trovi attraente, perchè non vai a conoscerla?. è lì, vai, cosa aspetti, che se ne vada?.
oppure, mettiamo caso che ci stai già parlando, siete uno di fronte all’altra, perchè cambi espressione, perchè ti agiti, perchè ti metti a dire cose a cui non credi nemmeno tu?.
basta cercare di impressionare gli altri. basta.
ti do il permesso io, se non riesci a dartelo da solo. stop.
non capisci che non ce n’è bisogno?.
non capisci che siete la stessa cosa?.
tu e lei siete fatti per interagire, è la vostra natura. scommetto che stai cominciando ad intuire quanto sia insensato qualsiasi tipo di comportamento volto a colpirla, a guadagnarti la sua attenzione.
è l’errore tipico, su cui sbattono la testa la maggior parte delle persone là fuori. parti con l’atteggiamento di chi si deve guadagnare qualcosa, di chi vuole qualcosa che non possiede. c’è chi lo fa in tono supplichevole, bisognoso, c’è chi attua una strategia un pochino più raffinata (insomma) e cerca di guadagnarsi l’interesse altrui con discorsi ecclatanti o cercando di colpire l’interlocutore.
basta. davvero.
siete pari, siete due cazzo di esseri umani, entrambi vi commuovete, entrambi ridete di gusto, entrambi avete ambizioni, sogni, entrambi cercate qualcosa, qualcuno che vi capisca. perchè è questo, è tutto qui, è tutto davvero qui.
capirsi.
il problema è che non ci siamo mai davvero abituati a capire gli altri, siamo tutti intenti a dimostrar loro qualcosa, a cercare di essere accettati (Da chi poi?) rincorriamo sogni indottici, seguiamo la strada segnata da altri credendo sia l’unica percorribile.
non vedi che hanno tutti paura?.
lo puoi osservare ogni sera, quando la gente esce, si ritrova nei locali, ognuno stringe a sè il suo bicchiere come fosse un portafortuna, ognuno ci affoga dentro le proprie speranze, i propri desideri insoddisfatti. perchè è di questo che si nutre il mondo, dell’insoddisfazione. prima si crea un vuoto, poi si suggerisce un modo per riempirlo, il problema è che se si attinge all’esterno, se si cerca fuori da noi il pezzo mancante, l’insoddisfazione verrà placata per qualche momento, il tempo di finire il pacchetto di sigarette, il tempo di sporcare le scarpe nuove, il tempo di vedere il proprio cellulare superato, il tempo di vedere i propri anni passare senza essersi resi conto che stavamo rincorrendo noi stessi.
è come gareggiare contro un avversario che cambia di continuo, a tratti invisibile. noi cerchiamo sempre di più, ogni tanto ci sembra di essere in testa, altre volte ci sentiamo gli ultimi, e così via, in un loop continuo.
c’è qualcosa di più, la vera sfida è capire che il pezzo che manca e che andiamo cercando è dentro di noi.
si tratta di cominciare a parlare di chi siamo, si tratta di mettersi per la prima volta a capire gli altri smettendola di cercare di renderci interessanti con cianfrusaglie esterne. già il solo fatto di entrare in sintonia con gli altri, di stare a proprio agio con chi ci circonda, emanerà valore, ti renderà attraente.
la prossima volta che ti trovi di fronte la persona che desideri conoscere o sedurre, ricordati che è come te, che non ti devi guadagnare nulla. anzi, tu sai come sei, conosci le tue capacità, le tue potenzialità, vuoi solo conoscere le sue.
è finita l’era in cui si dava per scontato ciò che gli altri ritenevano giusto, è finito il tempo in cui l’emulazione tra uomini era incondizionata.
comincia a pensare a quel che ti piacerebbe fare, e poi fallo. tutto ciò che ci sta attorno è una perdita di tempo, è roba che distrae inutilmente, che ci devìa dalle nostre passioni, da ciò che ci fa davvero piacere.
cerca di vivere ciò che ci piace, smettila di nasconderti dietro convinzioni o idee imposte da altri.
è ora di liberarsi da qualsiasi tipo di pregiudizio regoli la seduzione. e così sarà.
buon viaggio ragazzi.
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Grande articolo.
Mi ha tirato su di morale e mi ha chiarito le idee sulla realta e sulle persone che ci circondano.
Ho capito che molte domande che ti ho fatto son banali. e che prima di leggere quest’articolo cercavo l’approvazione degl’altri.
Ora che ci penso, quante domande e seghe mentali che mi sono fatto. Mi sa che penso molto e agisco poco.
CONSIGLIO, AGLI ALTRI, DI LEGGERLO PRIMA DI USCIRE.
Tresmette molta sicurezza e vi permettera’ di camminare a testa alta e di guardare a tutti dritto negli occhi.
Grazie Aptero per il tuo coraggio.
Buon viaggio anche a te.
AMEN FRATELLO!!!!!
KEWIN ha scritto:
Grazie mio caro, speravo colpisse il vostro animo. il passo successivo è uscire, stasera, appena potete, conoscere gente sotto l’effetto di questo stato d’animo nuovo.
bisogna coltivare i momenti positivi, perchè più li viviamo, più tendono ad aumentare.
bira ha scritto:
grazie a voi che mi spingete a riflettere e agire di più.
KingHJ ha scritto:
che la luce sia con te bro
Fratè bellissimo articolo.. sono tornato ora … oggi non sono stato proprio a casa … e ho acceso il pc solo adesso.. trovando questa bellissima sorpresa.
Quanto amo i post scritti col cuore e con l’anima.
Aggiungerei anche che ragionando in termini ipotetici e teorici, qualora non interevenissero forze esterne disturbatrici, nè forze INTERNE disturbatrici e fosse tutto sincronizzato e armonioso in un’interazione uomo-donna , allora la conclusione naturale più fluida e più facile sarebbe che quell’uomo e quella donna finissero a letto insieme.
Cioè sia che noi siamo uomini o donne, la nostra tendenza base quando interagiamo tra generi diversi è andare a letto insieme. Ma non si sa perchè ci insegnano fin dalla nascita a fare di tutto, umanamente e disumanamente, per contrastare quanto più possibile quella normale e naturale tendenza che se invece venisse assecondata renderebbe tutto più semplice naturale rotondo e sensato.
LoSpagnolo ha scritto:
mi lusinghi.
la strada è quella comunque, sì. capire che siamo solo noi a volerci comportare contro natura, è la natura che ci vuole aperti a ocnoscere gli altri, è la nostra natura che ci vuole insieme uomini e donne. il resto sono condizionamenti esterni e tante seghe mentali che ci si riempirebbe le nuvole.
complimenti per il post le tue visioni sono oro colato,di fronte a certe letture è come se ad un certo punto la mia testa si fosse liberata di tutte quelle cose debilitanti che MI SONO CREATO IO CRESCENDO.
Questa è la verità si,le cose che abbiamo in testa(seghe mentali,paure,timidezza) c’è le siamo creati noi facendoci influenzare dal significato che ABBIAMO DATO NOI alle nostre interazioni passate,alle nostre esperienze e alla nostra crescita.
Insomma vi rendete conto che quello che abbiamo in testa sono le cose che la società,che vive in quella bolla di cui parla aptero,ci ha messo in testa per come noi abbiamo interpretato le situazioni.
Bisogna capire che la cosa importante siamo noi e la nostra vita,non devono essere le forze esterne a farci credere come dobbiamo essere e come dobbiamo compotarci,possiamo essere liberi da tutto questo basta volerlo!
Basta tornare ad essere come quando eravamo bambini,unici spontanei e curiosi,si perchè credo che crescendo diminuisca anche la curiosità la voglia di conoscere di fare esperienze,come se già tutti conoscessimo tutto.
Esistono forze altri posti dove ci sono le nostre limitazioni che non nella nostra mente?
Eppoi da anziani non vi rimproverereste il fatto di aver vissuto la vita come voleva il “GREGGE”
Grazie Aptero post magnifico,il migliore che ho letto fin’ora
@ Spiderman84:
mi fa piacere che ti abbia fatto questo effetto, il mio intento era proprio quello di scuotere.
ti ringrazio.
facci sapere sui tuoi progressi eh!
un abbraccio.
E’ tutto qui per davvero…
Una pietra miliare, questa.
Buon viaggio…