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aptero ha scritto questo articolo il giorno 28 novembre 2008.
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Categoria: INNER GAME, Percorso
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[Lezione 15#IN] gestisci i frames, il Metaframe seguirà.

Riprendendo la [Lezione #12] che spiegava cosa sono i frames e il Metaframe, eccoci alla seconda parte. ovvero, come gestire, controllare un interazione/conversazione con un’altra persona per trarne i migliori benefici, per dare la nostra impronta al dialogo e mantenerci in una posizione di guida.
chiariamoci subito, qui non si parla di vincere, di battere l’altro, nè di nessuna guerra di frame o altro -come spesso molti fraintendono. l’interazione è qualcosa di magico, conoscere, approfondire, interagire con gli altri è un gioco divertentissimo e molto salutare oltre che piacevole, fatto di accorgimenti, sì, di piccole strategie per ottenere il meglio da sè e dagli altri, ma non da conflitti o lotte su chi deve comandare, controllare, il rapporto. (che sia di amicizia o una relazione, l’idea di base non cambia).
gestire, lo ripeto ancora, non significa comandare, significa crearsi il proprio spazio, ritagliarsi la libertà di esprimersi, di far fuoriuscire tutto quel che di positivo c’è in noi, senza perdersi in conversazioni vuote e regolate dalle convenzioni, senza restare intrappolati negli inutili clichè che ci allontanano da quel che realmente desideriamo raggiungere con gli altri.
gestire l’interazione significa rendersi liberi di spaziare, di crearsi le proprie regole. il tutto può sembrare abbastanza evanescente ora, me ne rendo conto, per questo non ci resta che analizzare in modo dettagliato con esempi il tutto.
perchè dovresti voler gestire un dialogo, un discorso, il momento del rapportarsi?.
semplice, perchè se riuscirai a gestirlo, ti sentirai più sicuro, più tranquillo, più a tuo agio con gli altri, e questo farà si che naturalmente ti troverai a mostrare lati di te che per timidezza, o per paura -infondata- di essere fuori luogo, tratterresti dentro te. in più, gestire il Metaframe -che come abbiamo detto è il significato sottinteso dell’intero dialogo- ti permetterà di sottrarti a quelle fastidiosissime situazioni in cui vorresti mostrare all’altra persona che sei diverso da come ti percepisce, ma rimani schiacciato dalla sua idea, oppure -altro caso- le situazioni in cui il modo di fare della persona con la quale ti relazioni è tale, che ti limita, blocca la tua libertà di espressione, hai presente di cosa parlo?.
spesso, si scopre che chi ci conosce ha un’idea di noi ben diversa dalla nostra (come ho detto qui) e questo può scoraggiarci, può tarpare la nostra libertà d’espressione, il giudizio altrui purtroppo ha un ascendente tutt’altro che trascurabile sui comportamenti di molti. cosa succede davvero?. anche questo è un discorso di frames, gli altri impongono il loro, e tu accettandolo, prendendolo in considerazione, finisci con l’entrarci, col renderlo la tua realtà. finisci per credere di essere ciò che gli altri vedono in te.
ora arriviamo al dunque, come si controlla il Metaframe?.
bisogna agire sui frames. come per costruire una casa si parte mattone su mattone, per guidare l’interazione dove meglio crediamo, devi partire da piccole spinte, gesti o frasi che direzionino l’altra persona dove vuoi. immaginati un timone, le tue parole e i tuoi gesti saranno le mani che guideranno quel timone. vuoi che qualcuno lo faccia al posto tuo?. vuoi che l’altra persona decida il Metaframe al posto tuo?.
- il primo passo è decidere il Metaframe che vogliamo.
è chiaro come esso varierà a seconda del tuo scopo. - Definirlo in anticipo: prima ancora di interagire con una persona, definire il significato delle sue azioni e dei suoi comportamenti, in modo tale che quando ci interagirete, esse si adatteranno al vostro frame interno. spieghiamo meglio questo passaggio delicato.
se non definisci in anticipo la tua realtà tramite un frame in cui credi, potresti finire con il farti assorbire dal suo. se ad esempio una persona ti critica in modo non costruttivo (cioè sparando a zero senza suggerimenti positivi) e tu non hai un frame solido attraverso il quale leggere questa critica e successivamente darle o meno importanza, consistenza, piuttosto che non prenderla neppure in considerazione e ignorare la critica, potresti rischiare -e credo ti sia capitato- di caricare di importanza la critica, rimuginarci su più del dovuto, proprio perchè preso alla sprovvista, proprio perchè senza un paio di lenti attraverso cui osservare, filtrare ciò che accade (appunto il frame, che non è altro che la tua personale chiave di lettura della realtà) finiresti per utilizzare le lenti altrui, i frames altrui.
le conseguenze?. resteresti in balia delle situazioni, in balia dei capricci altrui, delle emotività altrui. - Definire frames che coinvolgono il Metaframe: cosa vuol dire?.
quali sono le persone che naturalmente sono portate a definire i frames durante l’interazione?, le persone considerate con caratteri forti. infatti è spesso questo l’aggettivo attribuito a chi non si lascia mettere i piedi in testa, a chi cerca di imporre la propria direzione (perchè chiariamolo, non sempre si riesce, ci sono in ballo mille variabili interne ed esterne quando si interagisce con un’altra persona). i “caratteri forti” sono quelli appunto che lasciano un’impronta già all’atto della conoscenza, definiscono in anticipo la loro direzione di relazione, ma come?.
attraverso piccoli gesti, per lo più parole, ma come al solito non conta tanto il COSA, più che altro il COME lo fanno. è anche una questione di valore percepito. una persona che impone i propri frames come direzione d’interazione sarà considerata di più alto valore sociale rispetto a chi si fa trasportare, segue il flusso, il polso altrui. [scommetto che qualcuno già ci vedrà implicazioni nella seduzione in senso stretto
ebbene sì, ma ne parleremo a tempo debito. è giusto prima dare un'idea di fondo, universale.]
facciamo esempi pratici:
a) tizio conosce caio, i due scambiano quattro chiacchere, presentazione di rito, domande di screening classiche quali “cosa fai nella vita”, “a che squadra tieni”(questa è del ragazzo medio, mi scusino le fanciulle
), “università, lavoro?” ecc.
caio è considerato un carattere forte, gli bastano due minuti di conversazione e comincia a prendersi confidenze, impone dopo ben poco il suo frame che è il seguente: “sono più figo di te e ti prendo pure in giro, ma tu non prendertela”
piccola precisazione, con l’esperienza noterete che il 90% delle persone del tipo di caio NON impostano il frame al’inizio, ma lo fanno dopo un pochino, dopo che hanno compreso di avere davanti una persona innocua, facile da gestire, il che è un atteggiamento furbo da un lato, ma che tradisce un incertezza di base, il non voler rischiare di trovarsi davanti qualcuno che li ribalta [verbalmente, s'intende
]. al contrario, il tuo obiettivo deve essere quello di impostare il tuo frame fin dall’inizio e restarne coerente, se poi incontrerai qualcuno più solido e congruente, sarà tutto allenamento. ricorda che ci sarà sempre qualcuno PIU’ di te. il bello è anche questo. (per congruente mi riferisco alla congruenza tra parole e atteggiamenti, tra ciò che mostriamo di noi stessi e ciò che davvero crediamo di essere).
ritornando all’esempio fatto in precedenza, si vede bene come caio imponga la propria direzione e tizio, non imponendo la propria, il proprio frame, cade in quello di caio. le conseguenze?. il Metaframe viene definito da caio e tizio esce dall’interazione insoddisfatto, frustrato perchè incapace di far fuoriuscire il suo vero io, la sua vera natura, bensì intrappolato dal frame altrui. ci siamo passati tutti almeno una volta in questa situazione. e tutto ciò, se vi saranno interazioni future tra tizio e caio, rimarrà invariato -salvo situazioni straordinarie.
tizio, avrebbe potuto non cadere nei frames di caio, bloccarlo, e impostare il suo. si tratta molto, in questi casi, poichè quando si è dentro l’interazione è sempre piu difficile perchè sono in ballo le sensazioni le emozioni, le viviamo in prima persona, si tratta appunto di ridimensionare quel “timore”, quell’ “apprensione” che a volte puoi sentire nei confronti di qualcuno che cerca di imporsi e mostra valore sociale, cominciando a riprogrammare i tuoi pensieri, sbeffeggiando nella tua testa quel tipo di atteggiamento. in questo modo ci verrà naturale ribaltare il frame a nostro piacimento e saremo congruenti nel farlo.
ok, ora divertiamoci un po’, parliamo di frame e Metaframe in Seduzione, quella vera, quella uomo-donna. solo un assaggio, tratteremo questo argomento in modo approfondito nel proseguio.
Quando conscete una persona e desiderate attrarla, impostare il Metaframe può esservi davvero d’aiuto. come?.
innanzitutto chi guida, chi imposta il frame, come abbiamo detto mostra valore sociale (cioè dimostra di essere una persona socialmente capace) il che è immediatamente sexy e attraente per l’altro. perchè mi chiedete?, beh, perchè tutti noi cerchiamo come partner una persona che sia di alto valore sociale ed intrinseco, più alto di noi il più delle volte. uomini e donne cercano cose differenti (come ha ben spiegato LoSpagnolo qui) ma un carattere comune è il valore socialmente dimostrato. nel caso dei maschietti poi, è essenziale che l’uomo dimostri di avere potere, e di saperlo gestire. e per potere intendo anche il potere di guidare le interazioni, nonchè la relazione stessa. la donna il più delle volte però, al giorno d’oggi, si trova a guidare lei, con conseguenze tutt’altro che positive. perchè?, perchè non è il suo ruolo naturale, la donna cerca in una relazione una persona con cui sentirsi sicura, protetta, non uno schiavetto. se così accade invece, comincia a sentirsi insoddisfatta.
è chiaro come, se l’uomo riesce a imporre e mantenere un frame dominante, fa il bene suo e della fanciulla.
la maggior parte delle donne è consapevole che molti uomini andrebbero a letto con loro non appena ne avessero l’occasione. tutto ciò fa partire ogni interazione uomo-donna con il presupposto che l’uomo cerchi di conquistare la donna, che ci stia provando. d’altronde nella naturalezza delle cose è per lo più l’uomo che deve fare i primi passi in direzione della donna, andando a conoscerla, chiedendole il numero di telefono, chiedendole di uscire, provando a baciarla. tutto chiaro.
sorge il problema però, che dal punto di vista del Metaframe in una conversazione uomo-donna, il 90% delle volte, anche se la donna è interessata, forte com’è delle condizioni predette, finisce per muovere l’interazione con il messaggio che lei è il premio, da conquistare, da raggiungere. tutto ciò è dannoso per entrambi. perchè?. perchè se l’uomo cade in questo frame, comincia a accondiscendere la donna, la segue, finisce per ubbidirle, col risultato che la donna stessa percepisce l’uomo come di basso valore sociale e si stufa presto di lui. vi starete chiedendo, come mai lo considera di basso valore?, semplice, perchè comincerà a chiedersi “come mai fa tutto questo per me, per avere la mia attenzione?”, arriverà alla conclusione che si trova di fronte un uomo di bassa autostima, bisognoso di conferme e dell’affetto altrui. in realtà lei magari non gli ha dimostrato quanto vale, eppure lui cade nel frame, sulla parola.
la realtà è che le donne sanno di avere fin troppo la possibilità di scegliere, hanno questo frame naturalmente in testa, e, o l’uomo riesce a impostarne uno più forte, ribaltandolo, o ci rimane intrappolato con scarse possibilità di conquistarla.
ok, può bastare per ora
prossimamente approfondiremo.
un abbraccio, miei fedeli.
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aptero.
i Seducerini hanno letto con piacere anche:
| [Lezione 12#IN] il concetto di Frame e Metaframe (come creare la realtà) Il frame. è un concetto che è stato introdotto in psicologia e sociologia per primo da Erving... | [Lezione 20#IN] il “come se” c'è un concetto, tra i tanti, che mi sta molto a cuore, perchè mi ha aiutato parecchio... | l’anticipazione è l’unico oroscopo da seguire. babies, oggi si parla di un argomento che ho già citato in precedenza, ma... | [Lezione 14#OUT] il concetto di sfida. Eccoci. prima di partire, non poteva mancare una lezione che potrete mettere all'opera... |




















Bel post, chiaro, e mi mette addosso la voglia di divertirmi con questi frames
vado a studiare! (i frames)
@ Franz:
Ciò che si sottintende nella conversazione è ciò che ne deside l’esito.
I frames sono praticamente la seconda o la terza cosa più potente dell’universo
Chi l’avrebbe mai detto che dietro ad una semplice conversazione con una ragazza o un ragazzo si nascondono frames e metaframes ?
)
Hai messo un po’ di ordine nella mia testa grazie..
Rimango comunque dell’idea che parlare con una persona e poi vagare nella propria mente su a che punto è il nostro metaframe, è completamente impossibile.
è un discorso completamente affascinante ! complimenti
Jax ha scritto:
Ciao Jax, benvenuto
diciamo che il discorso dei frame e del metaframe è la base di tutto, ma non va preso troppo rigidamente, la conversazione deve essere libera, naturale. è utile però ricordarsene mentre parliamo cercando di capire se stiamo andando nella direzione che vogliamo, se stiamo impostando il discorso con il metaframe che vogliamo e se l’intelrocutore lo sta accettando o meno. è un lavoro che si può fare, soprattutto le prime volte, a posteriori, dopo che si è temrinato di interagire con una persona, cercare di capire che cosa è successo. piano piano si diverrà più svelti e si affinerà l’istinto per capire se quel che stiamo dicendo o che ci viene detto è copntro o meno all’impostazione che vogliamo dare. chiaro che non bisogna prendere, ripeto, tutto ciò torppo alla lettera o si finisce per perdersi in se stessi in analisi che hanno il solo effetto di distrarci e non farci vivere l’interazione in modo genuinamente rilassato.
Questo post mi è piaciuto anche più di quello di introduzione dei Frames e Metaframes, perchè parla anche della donna e di come la vede lei…
Thanks!
(Si comincia a schiarire la nebbia che avvolgeva le interazioni… e… che figata!!)
JoeM ha scritto:
grazie a te.
diciamo sì, che questa parte è un attimino più pratica.
ah, ri-Benvenuto nel forum JoeM
Tutto molto bello…
Immagino che con l’esperienza non importi nemmeno più decidere che frame impostare.
John ha scritto:
proprio così.
con l’esperienza la cosa diviene naturale, chiunque si abbia davanti, si diventa portati ad assumere un frame dominante. diventa, insomma, una questione di “carattere”.
Hum… ho capito per grandi linee… ma servirebbe qualcosa di più pratico.
Comunque alla fine potrebbe essere (suppongo) che appena conosciasmo una persona, il modo di presentarci a lei e la forza di mantenere costantemente quel tipo di comportamento, sia già un’ottima maniera per instaurare un frame forte e stabile. Il problema che vedo ora sono la scelta dei frame e come mantenerli…
Un’altra perla che si aggiunge alla nostra persona
Grazie, grazie e grazie!!
ciao! spero che questo servizio sia ancora disponibile….
io ho letto l’articolo che parla della gestione dei frame e ho chiaro come funziona.
sono assolutamente d’accordo sul fatto che la donna poco alla volta si stufa del maschio perchè finisce per far credere alla donna di essere il premio e con tutte le conseguenze che ne derivano…. in teoria quello che dovremmo fare noi e di ribaltare questa situazione, facendo in modo di fare percepire noi come i loro premi giusto?
quello che non riesco a capire/risolvere è proprio in questo… è ovvio che se io ci provo con una ragazza e leggo i vostri articoli è perché ho bisogno di loro… quindi cosa dovrei fare in termini pratici con una ragazza?? devo fare in modo che sia lei a cercarmi o altro? e se non mi chiama cosa devo fare la lascio perdere o la richiamo? io faccio molta fatica nel “non avere bisogno di loro” e da questo nasce anche il fatto che non riesco a “non pensare”
spero che rispondiate!
i vostri articoli sono veramente eccezionali!
grazie
@ marco:
ciao Marco . . esatto l’obiettivo è ribaltare la situazione perchè come ha detto giustamente chi ha scritto l’articolo loro nonostante tutto hanno sempre incosciamente e consciamente l’idea di essere dei “premi” . . cosa assolutamente da “DEBELLARE” . . i premi siamo noi, dobbiamo sia crederlo fortissimamente dentro noi stessi, e poi dimostrarlo al mondo esterno . . e bada bene che non si può “bluffare”. . non possiamo essere sicurissimi di noi stessi non avendo i numeri necessari, le qualità necessarie, le caratteristiche necessarie.
per questo io credo che vada fatto un lavoro di milgioramente personale e di crescita individuale ENORME sotto tutti i punti di vista . . ad un certo punto diventa uno stile di vita, un modus vivendi ed i risultati con l’impegno non mancheranno!!
per quanto riguarda se chiamarla o no, se decidere di farti cercare tu o meno , se fare una determinata cosa o scegliere un’altra . .sono tutte cose che imparerai “giocando” sul campo . .sbagliando e riprovando . .sbattendoci la testa per poi riprendere piu’ forte di prima . . racchiudo tutto con una parola . . ESPERIENZA.
un abbraccio
Francesco
salve, ottimo articolo davvero, chiaro e costellato di esempi utili a chiarire gli aspetti teorici. però mi chiedevo come avrebbe dovuto fare caio ad impedire di essere assorbito dal frame di tizio, magari al momento della presa in giro verbale…
perchè è stato presentato il problema ma non la soluzione…