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aptero ha scritto questo articolo il giorno 11 febbraio 2010.
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Categoria: Appendici, Spirito
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smettila di accontentarti ed inizia a scegliere.
Parliamo oggi di quella che è una tendenza fin troppo diffusa nelle relazioni umane: l’accontentarsi.
Questo discorso si ricollega ad un altro concetto che spiegherò a breve: la Teoria dei Momenti. Ritengo infatti che nella vita di ognuno ci siano dei momenti, in cui sia necessario accettare di non poter avere tutto ciò che si desidera, per un motivo o per l’altro. Ecco, accettare sì, ma non vorrei che si confondesse questo con l’accontentarsi appunto.
Troppo spesso vedo coppie che stanno assieme con la colla del “mi accontento” e sbandierano al resto del mondo un amore che non c’è. Per carità, ognuno è libero di disporre della propria esistenza come vuole, di fare gli errori che vuole, ed io non sono nessuno per impicciarmi delle relazioni altrui, di quanto siano soddisfacenti o meno. Ma posso, ed è quello che faccio, proporre un’alternativa, disegnare una via diversa, un modo di approcciarsi alla vita che potrà essere poco di moda forse, difficile da sostenere magari, all’inizio, ma che per esperienza posso dire essere più solido, e più in contatto con la nostra vera natura: il potere della scelta.
Lo faccio perché sicuramente c’è qualcuno non convinto, che si accontenta ma sotto sotto desidera di più, ed oltre a desiderarlo ha anche le palle per mettere in discussione quel che ha, per ottenere ciò che davvero vuole.
Se ci pensate è poi il nostro vero obiettivo con questo sito, mostrarvi un percorso, darvi una guida per capire cosa davvero volete di preciso, e per scoprire che avete tutte le risorse necessarie dentro di voi (di questo si occupa l’inner game) per poter raggiungere, mettendovi d’impegno (di questo l’outer game), ciò che volete. Questo è poter scegliere, sottraendosi da situazioni che non sentite vostre, che vi frustrano e non vi permettono di vivere in piena libertà.
Ma allora, perché la maggior parte della gente si accontenta?.
Me lo sono chiesto, e mi sono dato da solo una risposta XD che credo essere soddisfacente: la sicurezza.
La maggior parte degli esseri umani cerca questo, sicurezza. La cerchiamo in ogni aspetto della nostra vita: da quella finanziaria, passando per la sicurezza che ci forniscono le amicizie, quella fratellanza che ci permette di superare gli ostacoli che ci si pongono davanti, quell’affetto che ci fa sentire parte del mondo, iscritti in una realtà e non cani sciolti che vagano da soli, oppure la sicurezza di una relazione amorosa che ci faccia sentire desiderati e importanti, anche quando la persona che ci desidera e ci cerca sentiamo non essere quella noi desideriamo davvero. La sicurezza è anche questo, sentire che quel che stiamo facendo è giusto, ha un senso, che non ci stiamo muovendo a vuoto, o peggio, verso la direzione sbagliata.
Ci vuole coraggio per uscire dai binari, discostarsi da quella che è la strada principale.
chi ha infatti detto che la strada principe, sia la migliore?.
Vorrei porre alla vostra attenzione un’idea: ciò che fa la massa, molto spesso è proprio ciò che si deve evitare di fare. (ovviamente anche qui ci vuole quel pizzico di buon senso che amo tanto, per cui giova non prenderla come regola assoluta, valutando piuttosto di volta in volta )
Perché mai non seguire la massa?, se lo fanno tutti sarà giusto no?, cosa sono, tutti scemi?.
Non scemi, è che spesso le persone si concedono il lusso di non pensarci, di non riflettere, è molto più semplice seguire la scia altrui già battuta, che crearsene una propria, è una questione di impegno, oltre che di priorità.
Come spesso accade però, laddove l’impegno è maggiore, anche i risultati diventano migliori.
Motivo?.
Beh, lo abbiamo detto prima: siccome la maggior parte delle persone seguirà una sola via, ne resteranno molte altre possibili, libere, che non aspettano altro, che essere scoperte e seguite.
Questo è un po’ il concetto su cui fa leva –in campo economico- l’imprenditore, il quale abbandona la classica strada, si mette a ragionare per conto proprio, e a discapito di una mancanza di sicurezza, di stabilità (in questo caso economica) si butta nel realizzare ciò che davvero desidera, e che molto spesso si rivelerà essere un’innovazione, un qualcosa che prima non c’era. Tutto ciò creerà valore aggiunto per l’imprenditore, e per chi ne usufruirà. -Tutto questo non vi ricorda il concetto del dare amore agli altri, per vivere bene?.
con questa metafora, vorrei sottolineare come ci sia spesso un collegamento tutt’altro che sottile tra il perseguire ciò che si vuole davvero, non fermandosi ai primi risultati positivi, ai primi timidi successi, e l’allontanarsi da molte abitudini comuni, seguite dai più.
Spiegare le ragioni di tutto ciò diventerebbe complesso e molto lungo, ma di base c’è il fatto che ci si trova ad avere delle priorità diverse che possono variare molto di soggetto in soggetto.
Ed ecco che se si segue la massa relativamente ad aspetti della propria vita che non costituiscono delle priorità per noi, allora potrebbe anche essere accettabile un comportamento del genere, semplicemente perché non si ha la voglia, o il tempo, per fermarsi a riflettere e migliorare un aspetto della nostra vita che riveste per noi importanza relativa e dunque una bassa priorità per noi. Nel caso invece questa mancanza di riflessione e relativo discostamento tra ciò che vogliamo davvero e ciò che poi, nella realtà pratica di ogni giorno, perseguiamo, accada in ambiti che per noi rivestono una priorità importante, ecco che qui cominciano i guai
È qui, proprio nei confronti di ciò che per noi conta di più, dove riponiamo le maggiori aspettative e dove risiedono i nostri sogni, che dobbiamo tirare fuori le palle e porre rimedio, se necessario, con un cambiamento radicale delle nostre abitudini e del nostro schema di pensiero.
È qui, proprio dove ci fa più paura il cambiamento, dove buttarsi e rischiare porterebbe portare non pochi sacrifici ed una gran dose di coraggio, qui è fondamentale sganciarsi dal gruppo, seguire la propria strada, smettere di accontentarsi e puntare dritti al nostro obiettivo, che sia stato dichiarato, pensato, oppure soffocato fino ad oggi sotto il peso della scarsa fiducia in se stessi.
Non è un qualcosa che si improvvisa da un giorno all’altro, ma è un passo necessario per poter raggiungere quella pace interiore, quella felicità che molti sembra non sappiano dove cercare.
Ricordatevi che nessuno potrà mai dirvi quello che potete o non potete fare, e che con la giusta determinazione si può andare davvero lontano.
La paura dell’ignoto, la dipendenza da sicurezza vanno affrontate e sconfitte, per poter raggiungere la tanto agognata libertà dello spirito.
Come si può stare una vita ad accontentarsi della mediocrità, quando si è consapevoli di poter ottenere il massimo in ciò che più desideriamo?.
Trovo che sia inconcepibile, diventa un peso insostenibile.
Come, non credete di poter ottenere il massimo?.
Non c’è problema, vi assicuro io che potete, ognuno di voi ha le capacità per poter eccellere laddove lo spinge la passione e l’impegno unito alla costanza trovano terreno fertile.
Ok, così abbiamo eliminato la scusa più grande per non agire.
Ora, avete altri dubbi?, mi sa che vi tocca agire
Vorrei soffermarmi un attimo su quella che credo essere stata per me una delle maggiori spinte al cambiamento, al miglioramento di me stesso: il potere di scegliere.
Trovo fondamentale che ognuno di noi arrivi ad avere il potere di scegliere, di sottrarsi alle regole del caso (per quella parte che è possibile) e crearsi il proprio tragitto, il proprio destino.
Chi non raggiungerà questa condizione, vivrà sempre un po’ schiavo, legato da forze che non gli consentiranno di muoversi liberamente, sballottato qua e là senza un ben che minimo senso.
Poter scegliere significa essere liberi, significa doversi assumere le proprie responsabilità di fronte agli insuccessi, impossibilitato come sarà, l’uomo, di farsi scudo con colpe altrui. Chi sceglie è nudo contro il mondo, limpido, genuinamente scoperto, perché in un certo senso si espone diventando artefice del proprio destino.
So che tutto questo discorso potrà sembrarvi astratto, difficile da trasportare nel concreto, ed è per questo che ora cercherò di spiegarvi all’atto pratico come smettere di accontentarvi ed iniziare a scegliere.
Vorrei proporvi una serie di punti per poter mettere a fuoco il tutto:
- concentratevi sulle vostre priorità nella vita: cosa volete ottenere?, dove volete arrivare?, quali sono le vostre passioni? (rimando alle lezioni in merito su questo argomento), quali sfere della vostra vita volete migliorare e come?. Scrivete tutto su un foglio, salvate quest’istantanea.
- ora scegliete 3 punti che preferite sulla vostra lista, e fissate un periodo in cui dedicarvici. Deve essere abbastanza lungo da permettervi di lavorare su tutte e tre prima singolarmente e poi assieme, ma non troppo da far sì che vi perdiate nel processo di miglioramento.
- ora che avete scelto da dove partire, prendetevi un pochino di tempo per pensare a qual è la situazione attuale in merito a quei tre punti. Chiedetevi dove vi state accontentando, riguardo a quali aspetti sentite istintivamente di volere di più e fin’ora non avete osato?.
Può giovare in questo frangente anche interrogarsi sui motivi per cui vi siete accontentati quando in realtà per voi questi sono aspetti fondamentali della vita. Se lo ritenete opportuno, segnatevi qualche motivo. - AGITE per cambiare in meglio.
Potreste essere arrivati alla conclusione che volete migliorare le vostre relazioni con l’altro sesso puntando a conoscere e frequentare quelle che davvero vi fanno girare la testa e con le quali magari non avete mai avuto il coraggio di instaurare un rapporto decente o anche solo di avvicinarvi, partendo dal presupposto –sbagliato- di non avere alcuna chance. Oppure potreste aver capito che volete migliorare le vostre amicizie, crearvi un circolo sociale all’altezza di tale nome, circondandovi solo di persone valide e in sintonia con le vostre priorità ed i vostri valori.Quali che siano le vostre conclusioni, è importante tenere ben chiaro che non sarà un processo velocissimo, potrebbe richiedere qualche mese di impegno in cui allenare il muscolo del coraggio e buttarsi nelle situazioni ormai privi di pregiudizi, ma il risultato, il premio, sarà un miglioramento fuori dal comune. Preparatevi ad uscire dai binari tradizionali, a sembrare stravaganti agli occhi del prossimo non abituato a perseguire sistematicamente i propri obiettivi, ma al contrario prigioniero della paura di non riuscirci.
Io sarò qui a darvi una mano e a sostenervi, per quanto mi è possibile. –come d’altronde faccio con me stesso.
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Bellissimo, come al solito.
E’ difficile però comprendere la sottile linea che sta tra l’accontentarsi e l’accogliere tutte le possibilità che ci vengono offerte.
Direi che nel primo caso si tratta di un surrogato di ciò che volevamo, mentre nel secondo è qualcosa di equivalente valore, che non esclude il raggiungimento del nostro obiettivo.
In tutti i casi il punto è centrato in pieno quando dici che bisogna avere chiaro in mente cosa vogliamo fare. E’ normale abbandonarsi al destino se non sappiamo nemmeno noi dove vogliamo andare.
E’ un po’ come la metafora della barca a vela. Possiamo sppiegare le vele e il vento ci porterà dove vuole, ma se conosciamo la meta possiamo raggiungerla, anche sfruttando il vento contrario.
Hai fatto un articolo ad personam, apty?
Mi sembra su misura per me…
Non credo sia poi così confondibile la linea che divide l’accogliere tutte le possibilità e la scelta.
Anzi, una è conseguenza dell’altra.
Possiamo sfruttare ogni occasione che ci si para davanti, e scegliere solo quella che preferiamo.
Trasfigurato nella seduzione: possiamo conoscere più ragazze possibili, ma scegliere solo quella che preferiamo.
Il precludersi dalle possibilità è sbagliato. Se noi conosciamo una ragazza, e scegliamo lei perchè ci pare un miracolo essere riusciti anche solo a conoscerla… bè, escludiamo tutte le altre possibilità e ci accontentiamo della prima.
Questo concetto può essere trasfigurato in tutte le situazioni: amicizia, lavoro, tempo libero, etc.
E’ proprio l’accogliere ogni tipo di occasione che ci permette di NON accontentarci, ma di poter scegliere tra svariate possibilità.
Grazie apty, e bella la metafora della barca a vela, John
@ Istvan:
@ John:
Grande collega!!
Raga non c’è nessuna sottile linea.
Le filosofie orientali predicano appunto l’ACCETTAZIONE, non l’accontentarsi.
Esempio:
Se io vivo di stenti, in una casa di merda, e sono pieno di debiti…
posso fare due cose
1. NON accettarlo.. e continuare a tormentarmi per la mia situazione, e dire: “sono proprio una merda, ma come cacchio ho fatto a finire cosi”… “ci dev’essere una maledizione su di me” ..” mi va sempre tutto male! Quando finirà? ” .. “non me lo merito” …” me misero…”
2. ACCETTARLO.. e dire BENE la situazione fa effettivamente CACARE ma evidentemente ho fatto delle scelte che mi ci hanno portato, quindi non c’è nessuna maledizione, le cose stanno cosi, potevano stare in altri modi, fatto sta che adesso questa è la realtà .. non so come ci sono arrivato, ma è inutile continuare a rifiutare queste contingenze… OK…. CHE FACCIO? Vediamo di metterci al lavoro..
Solo quando hai accettato cos’è successo, quindi te ne sei fatto una ragione, e sei libero dal passato, puoi cominciare a cambiarla… altrimenti starai sempre a rimuginare sulle cose che non vuoi, e cosi facendo effettivamente le STARAI CREANDO e RAFFORZANDO.
Ragazzi, che DIO vi benedica!!
GOOD BLESS.
@ LoSpagnolo:
ma anche nel caso non si tratti di una situazione malvagia, misera o negativa. Anche si tratti di una situazione buona, ma che non rispecchia al 100% i tuoi standard, alla fine non è poi così difficile distinguere chi si accontenta da chi si accetta. Semplicemente, sullo stesso gradino su cui primi termineranno il loro percorso, i secondi poggeranno il piede per salire al gradino successivo.
beh, che dire, dell’articolo le parole più belle sono state quelle dello spagnolo:
LoSpagnolo ha scritto:
Ogni vostro articolo è una perla e ci fa crescere ogni volta che lo leggiamo,io sto rileggendo tutto l’inner game e semrba che stavolta gli articoli hanno più significato….forse non avevo letto con attenzione,con il terzo occhio eheheh
@ andrea..: chiaro.
in realtà qui ho parlato di come iniziare a scegliere, più che come accettare ciò che di negativo ti accade. il discorso però è collegato, per poter iniziare a cambiare ciò che non va bisogna prima smettere di resistere a ciò che di negativo ci accade, solo smettendo di resistere, di arrabbiarci, di tormentarci con pensieri che ci abbattono, lasceremo libera quest’energia negativa e potremo raggiungere quella serenità interiore che ci permette di muoverci e perseguire i nostri obiettivi, proprio perchè spesso gli avvenimenti negativi ci ghiacciano, fermano i nostri impulsi, e sono l’ostacolo più grande.
@ Allanon: ben detto
Grandi ragazzi!!
Come sempre vedere scritte certe cose fa sempre un certo effetto. Potresti anche conoscere l’argomento da diverso tempo, ma vederlo scritto (e scritto bene) rende veramente coscienti dei fatti, del presente, sempre più coscienti della nostra situazione e del come migliorarla.
@ LoSpagnolo:
Lo sospettavo
niente nuovi articoli?